È un dato di fatto che oggi il corpo ha una centralità assoluta.
Il corpo è oggetto di culto.
Di culto ossessivo.
Al corpo sono rivolti almeno il 90% dei nostri pensieri, delle nostre preoccupazioni.
Dunque è dovere riflettere sul significato del nostro corpo.
Ha senso vivere per andare dal sarto, dal parrucchiere, al ristorante e in farmacia?
È da queste domande che sono nate queste pagine.
Il lavoro è diviso in tre parti.
La prima è un’esaltazione del corpo umano: il sunto di tutta la creazione.
La seconda presenta le quattro principali interpretazioni del corpo, più diffuse, oggi: il corpo come macchina, il corpo come spettacolo di bellezza e di salute, il corpo come espressione della persona e il corpo come tempio di Dio.
La terza parte tratta dei nostri doveri verso il corpo.
Un opuscolo scritto per chi ha voglia di vita, scritto per ringraziare d’esser nato uomo.
Brutti del mondo alla riscossa! Non già per esaltare la bruttezza, ma per ricordare che vi è ben altro oltre il canone estetico; per gridare che ogni passo in avanti deve essere preceduto da un passo al di dentro perché non si trasformi in un passo
all’indietro.